Prova scritta unica nei concorsi pubblici: come funziona e cosa cambia

Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione ha introdotto diverse semplificazioni pensate per accorciare i tempi di reclutamento, e una delle novità più significative riguarda la possibilità di concludere un concorso con la sola prova scritta, eliminando del tutto il colloquio orale.

La misura nasce da un decreto-legge del 2023, che consente agli enti pubblici di bandire concorsi semplificati fino alla fine del 2026, in deroga alle procedure concorsuali più articolate previste in via ordinaria. Non è un obbligo per le amministrazioni, ma una facoltà: sta a ciascun ente decidere, al momento di redigere il bando, se avvalersene o meno.

Cosa cambia rispetto al concorso tradizionale

Nel modello classico, un concorso pubblico si articola in più fasi: un’eventuale preselezione, una o più prove scritte e, infine, una prova orale. Con la prova scritta unica, la selezione si esaurisce in un solo appuntamento: chi supera lo scritto entra direttamente in graduatoria, senza dover sostenere un ulteriore colloquio in un secondo momento.

Questa modalità semplificata riguarda soprattutto i profili non apicali, come assistenti, istruttori e funzionari con mansioni operative, mentre i ruoli dirigenziali o ad elevata specializzazione restano esclusi e continuano a seguire l’iter ordinario, prova orale compresa.

Nella pratica, la prova scritta unica assume spesso la forma di un test a risposta multipla, con un numero di quesiti che nella maggior parte dei casi si aggira tra i 30 e i 60, da svolgere in un tempo compreso tra i 60 e i 90 minuti. La soglia minima per superarla è generalmente attorno ai 21 punti su 30, ma può variare da bando a bando, motivo per cui vale sempre la pena verificare i criteri specifici indicati nel testo del bando a cui si partecipa.

Cosa significa per chi si prepara

L’obiettivo dichiarato di questa riforma è ridurre i tempi di conclusione dei concorsi pubblici, spesso lunghi soprattutto quando il numero di candidati è molto elevato, anche per rispettare le scadenze legate ai fondi del PNRR. Ma per chi si prepara, il cambiamento più concreto è che tutta la posta in gioco si concentra su un unico appuntamento: non ci sarà occasione di recuperare punti in un secondo momento con l’orale.

Per questo, se il bando a cui ci si sta preparando prevede la sola prova scritta, diventa ancora più importante allenarsi con simulazioni a tempo, curare sia le materie tecniche che quelle trasversali e leggere con attenzione il bando per capire esattamente come sarà strutturata la prova e quale punteggio minimo servirà per superarla.

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