Da alcuni anni la stragrande maggioranza dei concorsi pubblici italiani si presenta esclusivamente online, attraverso piattaforme che richiedono un’identità digitale verificata. Chi si accinge a partecipare a una selezione pubblica deve quindi fare i conti prima di tutto con uno scoglio tecnico: procurarsi gli strumenti giusti per accedere ai portali di reclutamento.
Le due strade principali sono lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, e la Carta d’Identità Elettronica, la CIE. Lo SPID si richiede tramite uno dei gestori di identità digitale accreditati, fornendo un documento di riconoscimento e completando un video-riconoscimento oppure un incontro di persona, a seconda del gestore scelto. Una volta ottenuto, permette di accedere non solo ai portali concorsuali come InPA, ma alla quasi totalità dei servizi online della Pubblica Amministrazione.
La CIE, oltre a essere un documento di riconoscimento a tutti gli effetti, funziona anche come strumento di accesso digitale se abbinata a un lettore NFC o all’app dedicata per smartphone. Per chi ha rinnovato la carta d’identità negli ultimi anni, è spesso già disponibile senza ulteriori richieste.
Perché conviene muoversi in anticipo
Il vero rischio, per chi rimanda, è ritrovarsi a ridosso della scadenza del bando senza uno strumento di accesso funzionante. L’attivazione di SPID o CIE può richiedere alcuni giorni, in particolare se si sceglie il riconoscimento di persona presso uno sportello fisico, e i portali dei concorsi tendono a essere presi d’assalto proprio nelle ultime ore utili per la presentazione della domanda.
Chi possiede già SPID o CIE per altri motivi, del resto, non deve preoccuparsi: gli stessi strumenti restano validi anche per servizi ben lontani dai concorsi, dalla dichiarazione dei redditi al fascicolo sanitario elettronico. Procurarseli in anticipo, insomma, è un investimento che va oltre la singola selezione a cui si sta pensando di partecipare.
